Scatti da Paperopoli.

La sete. Arriva sempre alle 3 di mattina quando stiamo a letto e malediciamo quella fetta di prosciutto crudo che abbiamo gustato a cena e ci costringe ad alzarci,affrontare il corridoio poco illuminato,lasciare il giaciglio,imbatterci poi nuovamente nella ricerca del sonno.

E il freddo,poi. Arriva sempre quando smettiamo di lamentarci del caldo,quando però quel caldo non lo possiamo rimpiangere e ci mordiamo la lingua piuttosto di dire che si stava bene con l’asfalto appiccicato alle suole e le lenzuola illuni come miele bollente e carta vetrata insieme.

E si attendono mesi di pioggia ma,in ascensore si ritrattano tutti quei desideri d’acqua con gli interlocutori casuali,perchè la città è in tilt,la piega dal parrucchiere non riesce bene,si deve rinunziare al trasporto pubblico perchè è infernale e si anela per il tempo bello che ovviamente sarà nuovamente e prontamente maledetto quando mancheranno tempeste e perturbazioni.

Ed è un continuo,un moto perpetuo,inerziale,decadente,svogliato.

Un lamento sommesso,polemico,borbottante,arrendevole,irritante.

Ed è in tutte le cose,per tutte le questioni,in ogni vicenda.

Snervante così osservare esseri umani scontenti,vuoti,vacui,perduti e ignoranti.

L’ossessione del contrasto e dell’insoddisfazione che non rimane latente come dovrebbe ma,si radica ed invelenisce.

“Si stava meglio quando si stava peggio”. Che effetto,che ossimorica realtà.

Ma qui si sta sempre peggio anche quando ci sono parvenze e barlumi di miglioramento,ci si annichilisce,si perde lo smalto della positività con facilità assurda e assoluta.

Governi,leggi,previsioni metereologiche,aspettative di vita,smog,diete,soldi,relazioni,educazione…possibile mai che invece di peccare di sana e vigorosa Hybris si debba sempre rotolare tra i vasi di coccio di manzoniana memoria?

Lasciando perdere del tutto ruote che girano e vortici karmici,accantonando per sempre idee provvidenziali e destini incrociati perchè queste sono le cose che vi diranno i Gastone della situazione per consolare in maniera infima voi,gli eterni Paperino.

Non si dovrebbe comprendere l’essenza buona di qualcosa così come non si dovrebbe cercare di capire il dolore più gretto e lancinante solo per contrasto,per differenza,come i negativi di una pellicola.

Le cose buone che ci accadono dovrebbero essere fotografie iper definite e vivaci,sfacciate,sprezzanti ed indimenticabili.

Le cose cattive che accadono a ciascuno di noi dovrebbero divenire stampe sfuocate e traballanti,segni impercettibili seppur presenti,fondamentali come scatti di ricordo sebbene lividi di sofferenza.

Se nei nostri memorabilia ci dovesse essere una quantità spropositata di foto venute male e se dunque fossero rare le foto brillanti e positive,poco importa.

Perchè alla fine chi si ricorda mai della fortuna perenne e sfacciata del cugino Gastone?

Tutti sorridono e si scaldano al mito di Paperino.

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2 commenti su “Scatti da Paperopoli.

  1. tilladurieux ha detto:

    Meraviglioso questo scritto! Sono orgogliosa d’essere stata la prima ad averti “scoperta”.

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