In memoria di P.P.P

Lo sento così vicino,le righe del suo volto si mescolano con la poesia della nostra terra,del viaggio comune tra l’Urbe e l’acqua di giovinezza.
Lo hanno trattato come si tratta un’amante invecchiata,uno scialle di pizzo ingiallito,come un acino d’uva secco buono solo per far passito.
Era come lettera scarlatta dei loro segreti,vergogna di famiglia,amore di una madre.
Coscienza di fango intrisa d’amaro e di vino,pulita da acqua ossigenata,brillante e onore nel presente che tutto può e tutto fa. Che tutto compra.
Compra case,ricordi,fontane,prati,poesie e rende gloria,gloria patinata,piccola piccola.
La gloria non la voleva,cercava casa,cercava quel focolare che ora tutti gli promettono.
Pier Paolo è il silenzio composto davanti ad una tomba,lo sguardo triste di occhi carbone,la rosa gialla e arancio,l’affresco con gli angeli. E’ la candela accesa anche se a pregare non è rimasto nessuno.

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6 commenti su “In memoria di P.P.P

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