“Se qualcuno ha qualcosa da dire lo dica ora o taccia per sempre”.

Avete mai pensato di voler essere esattamente la persona a poter pronunciare questa frase? Splendido. Allora queste righe faranno per voi.
Non intendo scatenare i soliti affetti repressi che attendono la codardia o la solennità di un altare per esprimersi ma intendo scrivere di tutte le volte che in questi mesi ho sentito parlare di sentimenti che si considerano veri solo perché consacrati,sigillati,sottoscritti.
Ma ogni tanto non vorreste davvero liberarvi dall’idea di veli bianchi e banchetti riscaldati per riscoprire il vero senso dei vostri legami? Non pensate che oltre a qui e tre articoli del codice civile ci sia qualcosa di non scritto ma di fondamentale?
Mettiamola così: c’é chi considera la convivenza come l’ateismo. Facile vivere sotto lo stesso tetto senza badare a diritti e doveri,senza il dogma della favola che si conclude con il propizio lancio del riso,senza il divorzio che minaccia come il Leviatano sempre deterrente all’abbandono di vite infelici.
Il matrimonio esiste davanti a Dio ma pochi hanno il fegato di ammettere che prediligono le navate ai municipi solo per l’arroganza di uno strascico. Pochi comprendono la verità di una promessa indissolubile e preferiscono i fasti di fiori fuori stagione. E io non criticherei tutto questo se non fosse che detesto la frase “Eh…ma se ti sposi é una cosa seria. Ci si ama davvero”.
Ah sì?
Il matrimonio é una festa,una legittimazione sociale, un momento felice, un momento di scelta, un momento di incrocio con un ideale di eternità. Ma questo non dovrebbe sminuire gli affetti degli altri, anzi li dovrebbe solo variegare come é nella natura di tutte le cose.
Una della ultime cose assurde che ho sentito a tal proposito é questa, fate attenzione.
“Noi abbiamo scelto di convivere prima del matrimonio perché viviamo in due città diverse. Se vivi vicino da sempre la convivenza non ha senso,sei abituato e non ti puoi pentire poi. Ti devi prendere il pacchetto intero”.
Ah sì?
Ne ho parlato dunque con una delle mie migliori amiche che si é sposata (e ha anche messo al mondo una delle creature più meravigliose che esista sulla terra) dopo una convivenza con l’allora suo fidanzato il quale abitava a soli cinque chilometri da lei e mi ha detto: “Questa é una cazzata. Una gran cazzata,te lo dico io. Ognuno sceglie di vivere con chi ama perché lo vuole non per ottimizzare distanze o altro. Se poi poi decide di sposarsi é perché lo dovrebbe volere come tappa importante ma non di certo per consolidare un sentimento che se c’é esiste indipendentemente”.
Un po’ come quelli che mi dicono : “Eh noi abbiamo convissuto. IN VACANZA”.
Ah sì?!
Io ovviamente non contesto il sacramento, le promesse, l’amore perché io sono testimone di sentimenti forti e puri ma vorrei solo dire che chi sceglie di non sposarsi perché non può o non vuole assolutamente non si ama, rispetta, desidera di meno.
Mica uno é intelligente solo perché un pezzo di carta lo certifica. I peggio cretini che conosco sono tutti laureati.
Sono certa che se il divorzio fosse gratuito, rapido e indolore avremmo una lista fornita di gente che ci ripensa.
Allora io fermerei prete e sindaco solo per dire: “Come siete sicuri tutti voi del vostro sentimento,lo sono anche le persone che scelgono di non farlo, di non sposarsi. C’è chi proprio non può…legalmente pure. E ora ditemi,per quale ragione strana dovrebbe amarsi di meno?”.
Non me ne vogliano i miei amici sposati, loro che mi conoscono sanno perché parlo e ragiono così. O almeno spero lo abbiano compreso e non si offendano perché io ai loro matrimoni mi sono sentita a mio agio e mi sono trovata commossa per il loro scambio eterno di fede e di fedi.
Le varie forme sentimentali sono come l’arte, anche se non universalmente riconosciute sono effettivamente esistenti e suscitanti piaceri squisiti. Non vi piace Pollock? Poco male. É pur sempre arte per qualcuno anche se fosse uno su un milione a considerarlo tale. Monet emoziona le masse? Sebbene forse susciti un più generale piacere non é l’unico traduttore in pittura. Nulla di sbagliato, nulla di critico. Se l’amore é arte scegliete la forma che più ci piace, senza pregiudizio da educazione artistica, senza paura alcuna. Come il colore di una tela ci colpisce senza nozioni su autore e metafore così dovrebbe colpirci il sentimento. Non serve essere esperti per innamorarsi, serve essere esperti per capirlo l’amore.
Ma questa é un’altra storia che vi racconterò presto.

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