L’ansia e l’emozione di un cambio di stagione.

images (3)Quante volte desiderate il tiepido di una primavera splendida ma non riuscite ad uscire ancora senza portarvi dietro la giacca? Sapete che la giacca non vi servirà, il caldo vi ammorbidisce la pelle eppure l’idea del freddo non vi abbandona ancora.

Bisogna avere coraggio essenziale per dei passi che paiono minuscoli ma che sono cambi stagionali quasi invadenti. La voglia della bella stagione vi ingolosisce ma le vostre spalle scoperte vi spaventano un poco.

Io però sono convinta di una cosa: non è vero che non esistono più le mezze stagioni,anzi. Sono proprio quelle che ci danno il modo per prepararci a questi cambiamenti che vogliamo ma che non ammettiamo.

E non dobbiamo temere di voler abbandonare subito la giacca, non dobbiamo temere se qualcuno non vuole abbandonare quella giacca.

Molto spesso credo che questi momenti di possibile sospensione tra quello che proviamo e quello che vorremmo siano preziosi come il primo bocciolo, come il primo bagno al mare, come il primo falò d’estate.

Ma inspiegabilmente ancora non ci lasciamo andare e allora teniamo la giacca in macchina, per il vento della sera e il piumone ai piedi del letto, sia mai dovesse venire fresco di notte.

Ma poi, di giorno, usciamo fuori e alziamo il naso: vediamo questo cielo azzurro in balia di questa luce strepitosa che forse ci acceca,forse ci affascina. E lo capiamo che è bella questa stagione, lo sappiamo che è lì, fatta per essere goduta.

Ma ancora non tiriamo fuori i pantaloni corti, ancora il tea lo prediamo senza ghiaccio, ancora l’insalata di riso non ce la prepariamo.

Sottili masochisti, freddolosi, umorali, increduli, dubbiosi? Forse.

‘Sto cambio di stagione mette un po’ d’ansia a tutti sebbene la stagione ventura sia la più calda, la più speciale.

E’ normale attaccarsi a quello che ci lega ad un tempo di sicurezza e coperte pesanti per rimandare il lino stropicciato sui gomiti, l’odore di grigliata e zampirone, le serate con i piedi nudi sull’erba.

Ma prima o poi il caldo arriva, il caldo abbraccia, il caldo invade. E non ci saranno giacche, coperte, venti e piogge a tenerci saldati a stagioni passate.

Ognuno si prepara ai cambi con i proprio ritmi dedicati, con i propri distacchi, con le proprie temperature.

E si tratta solo di anacronismi microscopici, di intenti uguali ma di tempistiche differenti.

Si tratta di prepararsi alla stagione più bella, quella rigonfia di meraviglia, quella più vicina alle cose buone. Quella che,se vissuta nel migliore dei modi, proietterà forse le basi per il vostro tempo futuro.

Lasciate a casa ‘sta giacca che le cose belle succedono sempre quando non si indossano le maniche lunghe.

 

 

 

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