Storia di volumi alti, occhi chiusi e meraviglia.

imagesPrima di ogni cosa, prima di tutto, digitate su YouTube le seguenti parole: “Hurts Wonderful Life”.

Poi mettete le cuffie e scegliete di non fare null’altro se non ascoltare questa canzone.

(Occhi chiusi caldamente raccomandati e se vi distendete da qualche parte avete vinto)..

La prima volta vi ruberà solo quattro minuti e quattordici secondi. Ma vi anticipo già che vorrete farvi rubare quattro minuti e quattordici secondi anche una seconda volta.

Alzate il volume un po’ più del solito anche se i vostri dispositivi accurati e moderni vi diranno “Volume alto” scritto in rosso.

Da bravi appassionati mettetevi all’ascolto: fate come da liceali quando il ragazzo o la ragazza che vi piaceva vi suggeriva un pezzo sconosciuto che diveniva sorprendentemente il vostro preferito.

Con questa attitudine impercettibile, preparatevi ad ascoltare il pezzo.

Tutto quanto, senza barare, senza aprire gli occhi, fino alla fine, anche se pensate non vi convinca molto.

Se siete pronti, ora smettete di leggere e scegliete un pavimento, un prato, un letto o il divano.

E spero che voi abbiate già trovato le cuffie, abbiate già districato tutti i nodi inevitabili del filo e schiacciato “Play”.

Chiudete gli occhi che ci rivediamo tra quattro minuti e quattordici secondi.

[…]

Hanno già scritto su queste due parole, giocato con la di esse etimologia, caricato di forza, enfaticamente, senza ponderazione.

Le hanno già tradotte e hanno regalato loro sinonimi, scaricato inchiostri preziosi su fogli stracciati, intrecciato e donato anagrammi di senso,origami di significato e vocabolari variegati.

Le parole in questione sono “Vita” e “Meravigliosa”.

Film,canzoni,frasi,citazioni,aforismi,profumi,articoli,manifesti,segnali,pubblicità.

Ci penso sì,da un po’.

Faccio delle associazioni di idee che hanno la velocità di una corsa per fermare l’autobus e la luce del settimo colore dell’arcobaleno,quello che tutti si dimenticano.

Ma non riesco ad incollare questi due concetti,li faccio solo combattere,quasi godessi a vederli lottare.

Finchè non mi fanno imbattere in questa storia in musica di un ponte, di una pioggia.

Il tuono di una presa stretta.

Credo di immaginare il tutto in bianco e nero ma non vorrei influenzarvi.

Io ho già sentito di questo ponte,in un’altra storia,un’altra colonna sonora, in altri tempi. Forse anche voi.

E prende forma così l’analogia sfrenata e i concetti innati si associano metafisicamente.

Oltre il senso.

E penso immediatamente che questa storia sia magnetica e che è proprio questo che a casa mia si chiama magnetismo: la naturale attrazione di idee, senza fusione, senza rincorsa e senza mistero.

(Sono un po’ fissata con il magnetismo eh,ma è un’ossessione amabile niente di preoccupante).

E credo che della storia di questa canzone vorrei essere narratore esterno e personaggio al contempo.

Perchè i due protagonisti sono innocenti calamita e magnete, ma, allo stesso tempo proprio, l’uno con l’altra.

E sarebbe bello vivere i due personaggi e descriverli insieme.

Io leggo questa storia così, semplicemente così.

Lei lo prende, lo attrae forse per prima, è Lei il perno probabilmente.

Non ne sono sicura e mi cullo nell’insicurezza, perchè, in una sfumatura leggera anche Lui ha da sempre avuto la forza per attrarre Lei.

Vicendevolmente,visceralmente,veramente.

E c’è panico lieve di pioggia.

E dolore. Una specie di dolore ironico, sublime, buono.

Ma tra di loro quel dolore è come se scorresse a fior di pelle ed è come se prendesse rapidamente il colore delle vene, di quelle vene che si diramano all’estremità dei polsi.

Diviene sangue comune, incredulità sofferente da spezzare come il pane della domenica; è una malinconia da stringere insieme perchè, da soli, la forza per sopprimerla e renderla in frantumi non è sufficiente.

E’ l’incertezza che vorrebbe portare ad una scelta quel dolore, niente di più.

E’ una passione inversa. Quella che ci fa cercare in maniera innata il motivo unico per cui non ci possiamo godere una passione diretta.

Ad un certo punto però è come se il tocco di Lei riportasse alla vita Lui.

Non una vita meravigliosa, non credo ancora.

La parola meravigliosa in questa storia non la associo alla vita.

Ne rubo la radice e la plasmo per rendere Lui meravigliato.

Meraviglia di come Lei lo convinca che la vita ogni tanto esiste. Che la vita spesso non è esistentiva.

Vita meravigliosa poi… chissà.

Ed è così incredibile, tanto illuminante e coraggiosa, questa storia da quattro minuti e quattordici secondi che a me fa venire voglia di dirvi di prendere al più presto per il polso la persona che vorrete e farla cominciare a vedere, sentire, credere, capire. Quello che serve a questa persona, qualsiasi cosa le serva, dateglielo voi.

E poi abbracciate questa persona, perchè sarà lei a volerlo fare ma voi a trasformare il desiderio in atto.

Come calamite sbandate e sbadate, ma inevitabilmente attraenti.

E adesso toglietevi le cuffie, rischiacciate “Play” ma alzate il volume oltre al limite massimo in modo da diffondere questa canzone per bene e farla godere anche a qualche vicino ignaro; poi mettetevi in piedi, andate vicino a qualche finestra aperta e inspirate l’aria umida.

Ché la vita è una meraviglia anche quando non è proprio meravigliosa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...