Sul quando, sulla maratona, sull’adrenalina e sulle parole.

IMG_20140717_124306Io stamattina sono un po’ stanca. Di quella stanchezza che mette in circolo l’adrenalina, però.

E uno non dovrebbe scrivere, parlare, scrivere, parlare, dire, fare. Uno non dovrebbe fare nulla quando è stanco.

Ma io volevo solo dire che sono un po’ stanca.

E quando le mie coronarie mi daranno tregua perchè oramai mi odiano immensamente e quando i miei occhi saranno lucidi solo di acqua chiara e quando avrò capito davvero che ho bisogno di riposo razionale allora forse sarò meno stanca.

Ma volevo scrivere questo, nonostante tutto.

C’è una persona che mi ha detto che ho il cuore di nettare e di pane; mi ha detto pure che ho un cuore elastico ma non perchè mi rimbalzano le cose ma perchè sembra che io al mio cuore ci leghi tutto, senza stringere come un laccio, con un rispetto che si dilata confortevole.

E questa stessa persona mi ha detto che non devo avere paura di quello che non succede perchè posso sempre farlo accadere io.

E ha poi aggiunto (leggete per bene): “Non è che la gente non ti merita, devi allenarli tu. Devi renderli meritevoli di te. Lascia stare le cagate delle donne, degli uomini, delle mosse, del troppo detto, del troppo fatto, della paura. Che se sparisci allora ti rincorrono, che se fuggi diventerai più desiderata, che il tempo è galantuomo. Minchiate da Baci Perugina scaduti. Dovete correre insieme, rincorrervi in un prato bagnato, fuggire sì ma in qualche posto sperduto a guardarvi negli occhi per tempi incalcolabili. E poi…sì la gente deve aver paura ma deve avere paura di Equitalia, mica dell’Amore. Perchè, Bob, è impossibile che qualcuno possa nemmeno immaginare di rinunciare ad averti nella sua vita. Quindi fa’ quello che devi. E rendi le persone meritevoli di te. O prendile a pizze se non capiscono. Ma fai qualcosa ché i sentimenti democristiani non ci piacciono”.

Io sono ancora un po’ stanca anche adesso mentre scrivo.

Perchè c’ho il cuore allenato ma è arrivato al chilometro 41.9 della maratona proprio oggi e un po’ di giusto ristoro lo vorrebbe pure lui.

E forse mi sto pure pentendo mentre metto una lettera dietro l’altra e poi penso che pubblicherò queste righe e chissà chi le legge e chi le comprende e chi non lo farà e chi cosa quando perchè pensa,riflette,rinuncia,agisce,fa.

Ma poi penso ai sentimenti democristiani e al silenzio bianco di un attesa e dico che se le parole,gli sguardi,i gesti,i discorsi,gli abbracci hanno creato, legato, sedotto, affascinato, diviso, appassionato, stregato,rincorso, unito, forse oggi potranno anche sorpassare dei sentimenti democristiani e renderci meritevoli l’una dell’altro.

 

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