Favole dal Federa.

federaC’era una volta una canzone che diceva che gli occhi malinconici non mentono mai.

C’era una volta un aquilone che sebbene fosse sbilenco e di carta sottile volava più in alto di tutti.

C’era una volta un calzino che sapeva che dopo la lavatrice avrebbe comunque trovato il suo identico compagno.

C’era una volta un soufflé che non si era gonfiato ma la sua vaniglia morbida su lingua e denti lo rendeva comunque delizioso.

C’era una volta un trifoglio scontento che venne colto lo stesso per il ricordo di un prato più verde di altri.

C’era una volta una maglietta presa ad un concerto indimenticabile che divenne pigiama solenne.

C’era una volta una cena fatta solo di pasta in bianco, gomiti sul tavolo e vino rosso.

C’era una volta un tramonto che sapeva di non dover finire mai per fare felici due anziani innamorati su una panchina.

C’era una volta un profumo di fiori secchi che si sgretolava dolce alle narici.

C’era una volta un film in bianco e nero che faceva socchiudere gli occhi e sognare macchine del tempo.

C’era una volta uno spettacolo di teatro fitto di parole urlate tenere e sussurrate evocative.

C’era una volta un bacio di quelli che fanno invidia alle radiografie.

C’era una volta una cassa toracica che richiedeva ritmi costanti per sentirsi utile.

C’era una volta un terrazzo senza vista ma pieno di sguardi all’orizzonte.

C’era una volta una piuma che una domenica mattina si è posata su una fontana di acqua lieve.

C’era una volta un barattolo di marmellata che venne solo aperto e mai richiuso.

C’era una volta una giovane donna che ascoltava Lucio Battisti in un temporale.

C’era una volta un libro che di notte si scriveva e di giorno si cancellava.

C’era una volta un libro che di notte si scriveva e di giorno si scriveva pure.

C’era una volta un impasto di lievito, acqua e farina che voleva diventare la pizza più buona dell’Universo mondo.

C’era una volta una stella che aveva deciso di non cadere per non illudere la concretezza di una già meravigliosa realtà.

C’era una volta una lacrima talmente calda da non voler scendere per non bruciare guance fresche.

C’era una volta un giovane uomo con gli occhi di gocce di miele posate sulla corteccia di una quercia.

C’era una volta un mare gigantesco che divenne umile e dolce lago.

C’era una volta un letto immenso fatto solo per stare in silenzio e forse dormire.

C’era una volta un abbraccio così stretto da far invidia ai lucchetti di ogni mago.

C’era una volta una favola che non si può raccontare.

Raccontatemela voi.

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