Dimmi come mangi.

1392483921448495Dimmi come mangi.

Come tieni le posate, dove metti il tovagliolo, come spezzi il pane in pezzi irregolari, come raccogli le briciole con il polpastrello dell’indice, quante volte mastichi un boccone.

Dimmi quanto sale metti nell’acqua della pasta, se butti le mezze maniche o i fusilli, se il sugo è tanto buono da ricordare quello sempre ricco della domenica.

Dimmi come ti piace il caffè, se ci aggiungi il latte, quanto zucchero metti, se con il cucchiaino giri in senso orario o no.

Dimmi se non bevi caffè.

Dimmi come ti piace la pizza, dimmi come la mangi. Con le mani,in triangoli, pezzo per pezzo, piccoli con il coltello e la forchetta.

Dimmi come mangi di notte, se ti fermi davanti alla luce del frigo perchè ti sei alzato dal letto che c’hai fame e vuoi conciliare il sonno con il cibo. I sogni con il cibo.

Dimmi com’è il tuo cibo da sogno.

Dimmi come mangi le pagine di un libro, le scene di un film, le nuvole più immense.

Dimmi come mangi i chilometri in un campo di spighe in corsa, dimmi come mangi la strada con la musica alta mentre raggiungi quello che vuoi, dimmi come mangi il cielo quando pensi a quanto sia bello volare.

Dimmi come mangi il panettone, se scarti l’uvetta e i canditi.

Dimmi come mangi il desiderio, di come passi la lingua sul labbro superiore quando è miele puro, di come mordi il labbro inferiore quando scotta e non sai quanto ancora ne vuoi.

Dimmi come mangi gli spaghetti, se usi anche il cucchiaio o solo la forchetta.

Dimmi come mangi la paura, se la addenti, se la assapori, se la sputi.

Dimmi come mangi i temporali, di come tieni sul palato le gocce di pioggia.

Dimmi come mangi un raggio di sole, di come lo senti denso tra i denti.

Dimmi come mangi l’inchiostro di un foglio scritto, dimmi di come ti sporcheresti il viso, il mento.

Dimmi come mangi la cioccolata, se hai un debole per l’ingenuità di quella al latte o se adori il velluto di quella fondente.

Dimmi come mangi l’ansia, dimmi di come la mastichi veloce.

E magari dimmi come mangi i tramonti condivisi, i pensieri di magia, le giornate assonnate, le parole che non si fanno trovare e quelle che invece si trovano.

E poi dimmi come mangi la cosa più buona che puoi immaginare.

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