Vorresti gridare. E allora grida.

oceanMolto più spesso di quanto possiamo immaginare le cose che non ci hanno mai sfiorato, che non ci hanno mai preso per i polsi, che non sono mai state parte di noi,ci rubano – maledette- le bolle di una vasca tiepida piena di acqua e schiuma pronta ad accoglierci per distenderci.

La pazienza di perla che ci contraddistingue, che ci lega e ci fa scivolare davanti a queste situazioni ignote e infami, dovrebbe prendersi la sua posizione sicura e donarci devozione, abbracci più stretti di quelli che possiamo mai e poi mai dare, rassicurarci mettendoci una coperta sulle spalle, che arrivi fino al collo e ci faccia sentire in una convalescenza che è quasi guarigione.

Non importa quello che abbiamo scritto di noi con altri, non importa quello che abbiamo promesso con gli altri, non importano i patti che affollano cassetti, portafoto e armadi, non importa. Non importa di quello che è già segnato come indelebile, quello era il momento per sigillarlo, quello era il momento per fondere le cose, per farle andare in quel modo, per farle andare così.

L’eredità di quello che siamo stati prima, così, dovrebbe rimanere chiusa in una cassaforte e fatta affondare in qualche parte dell’oceano invisibile sulle mappe. Noi sappiamo che la cassaforte esiste, non sappiamo dove e un giorno, forse, dimenticheremo il contenuto che prima credevamo giustamente e infinitamente prezioso.

Una cassaforte di modi, di tempistiche, di anacronismi, di lettere, di cose belle, di cose brutte.

Una cassaforte che non dovrebbe farci rinunciare ad aprire altri scrigni.

E allora io scrivo ora ma solo perchè prima mi sono chiesta se volessi gridare.

E ho gridato.

Ho gridato che non si può rinunciare a qualcosa perchè il tempo di adesso non ci ha abituato a riti e ritmi conosciuti, che va tutto bene ed è la paura più grande, e vaffanculo a quando le cose vanno bene e fanno paura, vaffanculo.

Ho gridato che occhi coraggiosi e leggeri dovrebbero darsi tregue e silenzi, ho gridato che di tutte le parole che ho vorrei averne dentro solo la metà per mettere a riposo la mia testa e far funzionare la mia pelle, ho gridato che dobbiamo renderci meritevoli a vicenda di minuti interminabili di cazzate e profondità, ho gridato che basta credere ad un salto più alto del normale per desiderare ali più grandi, ho gridato che avremo cose impensate e rifiuteremo cose che non vogliamo più pensare, ho gridato che cascasse il mondo io lo reggo con tutte e due le braccia, ho gridato che io voglio una vita da far spericolare un elettrocardiogramma, ho gridato che a me non interessa se il caffelatte è troppo caldo io ci soffio su, ho gridato che se la mattina non guardo le montagne mi sembra di non essermi mai svegliata, ho gridato che avremo tutto quello che proviamo, ho gridato che ci sono ostacoli che si saltano solo al terzo, quarto,quinto tentativo,ho gridato che chi se ne frega, ho gridato che ci sono momenti così pieni di luce che non basterebbe l’ombra più scura di tutte per poterli limitare, ho gridato che sto bene, ho gridato che quello che manca è una presenza speciale, ho gridato che il mio cuore è un libro aperto e sarebbe bello potertelo far leggere fino in fondo, ho gridato che sono una scema, ho gridato che non è mai tardi se pensiamo ai fusi orari di tutto il mondo, ho gridato che mi piacerebbe, cosa non lo so, ma mi piacerebbe, ho gridato che voglio aspettare tutto quello che c’è da aspettare, ho gridato che non avevo più voce.

Ho gridato che vorrei gridare.

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2 commenti su “Vorresti gridare. E allora grida.

  1. Annù ha detto:

    fantastico. E’ tutto quello che molti di noi vorrebbero fare spesso. Ma è quello che c’è dopo il grido che mi preoccupa. Dici che è davvero d’aiuto? o scatena fracassi che sono silenziosi dentro di noi?

    • isoladellecolline ha detto:

      Non so se sia di vero aiuto. E’ nell’istante del grido la liberazione che dovresti cogliere per non spaventarti del successivo silenzio. E’ una cosa complessa che fa tremare le mani,lo so. Ma da qualche parte bisogna cominciare. E un grido forse è un buon inizio.

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